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Jeffrey Hedberg (WindTre) fiducioso sul Governo Draghi tra semplificazioni e rete unica

Il CEO di WindTre, Jeffrey Hedberg, ha fornito nuovamente il suo parere sugli obiettivi a cui deve tendere il settore delle telecomunicazioni italiano, rinnovando la sua speranza per una riforma della burocrazia con il nuovo Governo Draghi.

Jeffrey Hedberg ha guidato Wind Tre in piena crisi pandemica, ricordando che il lockdown nazionale ha imposto agli operatori di accelerare il processo di trasformazione digitale e sottolineando l’efficacia del piano industriale della sua azienda, approvato nel Novembre 2016, per investire 6 miliardi di euro in cinque anni nell’integrazione delle reti dei due ex brand Wind e 3 Italia.

In un’intervista a La Stampa di oggi, 15 Febbraio 2021, Jeffrey Hedberg ha fornito il suo punto di vista sulla quota del Recovery Fund destinata all’Italia, che secondo il manager di Boston dovrebbe essere impiegata per accelerare la diffusione della fibra e del 5G, semplificare le regole per la realizzazione delle reti (tra permessi e autorizzazioni) e lavorare sulle competenze per realizzare la trasformazione digitale.

Secondo quanto dichiarato dal CEO di WindTre, infatti, in Italia occorrerebbe una strategia per investire nel lungo termine, che possa tenere conto anche di tutte le misure necessarie a semplificare la burocrazia che spesso rallenta gli operatori nelle loro operazioni di copertura, soprattutto considerando la concorrenza nel settore.

A tal proposito, si evidenzia che in una recente audizione alla Commissione Trasporti, anche l’AD di Infratel Italia, Marco Bellezza, ha avuto modo di esporre le sue idee per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), evidenziando appunto la necessità di accelerare il processo di semplificazione per fornire una più rapida copertura.

Pietro Guindani, Presidente di Asstel, ha invece evidenziato la necessità di destinare maggiori risorse, nel Recovery Plan, alle infrastrutture di rete.

Jeffrey Hedberg si è detto comunque fiducioso dell’operato del nuovo presidente Draghi e dei suoi ministri.

WINDTRE rete unica

Nel corso dell’intervista, il numero uno di WindTre ha anche fornito il suo parere sul progetto di rete unica tra TIM e Open Fiber, reputata da Hedberg “una buona idea per evitare la duplicazione degli investimenti“, nonostante i dubbi iniziali del manager sul possibile passo indietro competitivo dell’Italia.

Il nuovo Governo entra in gioco per Hedberg anche in tal senso: dopo i primi colloqui tra gli operatori, i ministri e Cassa Depositi e Prestiti, in cui WindTre si era detto pronto a collaborare, il confronto sembra essersi interrotto.

Jeffrey Hedberg spera quindi che l’esecutivo guidato da Mario Draghi possa far riprendere le discussioni e costituire effettivamente un tavolo con tutti gli operatori coinvolti per definire le aree di investimento e quelle di concorrenza.

Qualora le discussioni sulla rete unica dovessero riprendere a pieno ritmo, allora secondo Hedberg si potrebbe raggiungere un primo piano entro il 2021, ma il CEO di WindTre si mostra dubbioso rispetto alla creazione della rete unica nel corso dell’anno.

Quanto, invece, al ruolo prioritario di TIM (nonostante la governance pubblica), Hedberg ha auspicato che il terreno di gioco sia uguale per tutti, nel rispetto della concorrenza nel settore.

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