Il Consiglio di Stato ha deciso su un appello presentato da WindTre contro il Comune di Arzano, per un provvedimento di blocco delle installazioni su una torre preesistente che ha coinvolto anche Iliad e Cellnex.
Il Comune della città metropolitana di Napoli, tramite un provvedimento di fine 2018, aveva diffidato a non proseguire le attività di installazione di Iliad Italia su un impianto preesistente di WindTre e di delocalizzare il prima possibile la struttura.
In primo grado, di fronte al TAR, WindTre aveva impugnato gli atti del Comune di Arzano, ricordando di aver presentato l’anno prima un’apposita SCIA per procedere con l’adeguamento tecnologico per garantire il funzionamento del sistema LTE.
L’operatore Iliad era invece subentrato con diritto di utilizzo e stava aggiornando la struttura con alcune apparecchiature aggiuntive prima di ricevere notifica del blocco dell’installazione.
Secondo il Comune, le operazioni sull’infrastruttura di titolarità di Galata (divisione italiana della tower company spagnola Cellnex) risultavano incompatibili con il Regolamento Comunale, in quanto l’installazione non rispettava i limiti posti rispetto a una scuola.
Il TAR aveva respinto il ricorso di WindTre, che si è però rivolto al Consiglio di Stato. Con sentenza pubblicata oggi, 23 Ottobre 2020, il CdS ha reputato l’appello fondato e l’ha accolto.
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Alla base della decisione, il Consiglio di Stato ha evidenziato che il ricorso di WindTre non era stato accolto essenzialmente perché non era stato notificato ad alcun controinteressato.
La richiesta di individuare il soggetto controinteressato, stabilita dall’articolo 41, comma 2, del Codice di Procedura Amministrativa, in questo caso ha originato un “errore scusabile” dal momento che erano presenti oggettive ragioni di incertezza.
Infatti, la nota del Comune recitava: “l’installazione prevista non rispetta i limiti posti, atteso che, dalla scuola sita in Piazza Marconi e, precisamente, dall’ingresso di Via Galilei, la distanza è di circa 185 metri”. Ma da questa definizione, secondo il CdS, non può dirsi rilevabile il soggetto di diritto eventualmente leso, quanto semplicemente la sua collocazione topografica, legata alla scuola.
Per questa ragione, Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello, annullando con rinvio la sentenza del TAR, che dovrà ora entrare nel merito della questione.
Di recente, WindTre ha anche concluso due ricorsi contro il Comune di Viterbo e di Tarquinia, sempre relativi a dinieghi formali per le installazioni. In entrambi i casi, è stata dichiarata cessata la materia da contendere dal TAR, in quanto i due Comuni hanno poi provveduto ad annullare o revocare i loro provvedimenti, che non coinvolgevano stavolta altri operatori.
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