Telefonia Mobile

Effetto Iliad: scende anche ARPU di Vodafone, Tim, Wind Tre a Settembre 2018

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Dopo i ricavi, gli investimenti e l’impatto di Iliad nel mercato delle telecomunicazioni in Italia, il report di Mediobanca si sofferma sull’ARPU dei principali operatori. Con il termine ARPU si fa riferimento ai ricavi medi per il singolo utente.

Si tratta dunque di un interessante indice per le aziende del settore, che è crollato drammaticamente con l’ingresso di Iliad in Italia.

Secondo i valori presentati da Mediobanca, che analizzano il quinquennio 2013-2017 e parte dell’anno 2018, l’ARPU è stato caratterizzato da una sensibile riduzione nel periodo esaminato per tutti gli operatori, fino al 2017, ad eccezione di Vodafone, leader in Italia.

In seguito, un grafico sull’argomento, che prende in considerazione l’ARPU di telefonia mobile in Italia.

Fonte: Report Mediobanca

Come è possibile notare, nel 2017 Vodafone mostra un ARPU pari a 14,8 euro (+8% rispetto al 2013) , TIM pari a 12,5 euro (-4,6% rispetto al 2013), Wind Tre pari a 11,3 euro (-4,2% rispetto al 2013), Tiscali Mobile pari a 6,1 euro e PosteMobile pari a 4,4 euro (-37,1%).

I valori più bassi sono dunque quelli del virtuale PosteMobile, mentre Fastweb non ha fornito dati a riguardo.

Come sopra accennato, dunque, solo Vodafone Italia aveva presentato una crescita dal 2013 al 2017. Gli altri operatori avevano invece visto una seria contrazione, che sembrava lasciare il passo a qualche breve miglioramento solamente nei primi mesi del 2017.

Tuttavia, l’ingresso di Iliad aumentò la pressione competitiva all’interno del mercato, provocando la reazione di TIM e Vodafone con i loro brand semivirtuali.

Come è possibile osservare nella parte destra del grafico sopra riportato, infatti, nel Settembre del 2018 gli ARPU risultano ancora indeboliti.

Vodafone è scesa a 14,5 euro, riuscendo dopotutto a mantenere i suoi valori. TIM invece è scesa da 12,5 a 11,8 euro, mentre Wind Tre da 11,3 a 10,5. Anche la contrazione di PosteMobile continua, con un ARPU pari a 4,2 euro nel Settembre 2018.

Come già ampiamente discusso trattando della sezione del report dedicata a Iliad, il nuovo quarto operatore avrebbe fatto perdere ai concorrenti italiani una somma pari a circa 300 milioni di euro.

In chiusura, si sottolinea come la situazione italiana si discosti, nell’ultimo periodo, da altri player di altri Paesi. Considerando infatti alcuni operatori attivi in altri mercati, si possono confrontare i valori registrati da Mediobanca.

Nel grafico in basso, si mostra dunque l’ARPU di alcuni operatori di telefonia mobile in Europa.

Il primo dato ad emergere mostra come, tra gli operatori presentati come esempi, TIM dispone dei valori più bassi nel 2017.

Infatti, Swisscom, il gruppo che detiene il controllo di Fastweb, presenta nel 2017 un ARPU di ben 27,3 euro, in diminuzione del 13,9%. A seguire, Orange ha un ARPU di 22 euro e Vodafone UK di 19,7 euro, mentre Telefonica in Spagna presenta ricavi domestici medi per cliente pari a 15,3 euro, con una riduzione rispetto al 2013 di oltre il 25,7%, vale a dire un quarto del valore complessivo.

L’operatore più prossimo a TIM è Deutsche Telekom, che in Germania detiene nel grafico aggiornato al 2017 un ARPU di 13 euro, anch’esso in calo. Riportando invece i dati del BEREC, gli ARPU più elevati in Europa sarebbero quelli di Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia e Spagna.

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